Mai Scommettere. Mai...

Date:mercoledì, 27 febbraio 2008
Time:17:44

[01 Gennaio 2008]

Jane non c’è, aveva una cena dai nonni per il primo dell’anno.
E io e Jack stiamo giocando da venti minuti sul letto, guardo l’ora: sono le otto passate. Pete ancora dorme, cioè, quel ragazzo è un cacchio di ghiro! Dorme dall’ora di pranzo, non sono neanche sicura che abbia mangiato.
“Jack, andiamo a svegliare quel cretino del tuo padrone?” Chiedo alla scimmietta che inclina la testa di lato e mi fissa. Mi alzo da letto e mi segue. Busso alla porta, ma non sento rumori in risposta, entro senza farmi tanti problemi, e al buio arrivo vicino al letto, noto la scimmietta salire su Pete e cominciare ad agitare le zampette. Dio che amore di animale…
“Pete? Sei vivo?” Chiedo chinandomi su lui e posando una mano sulla spalla del ragazzo cerco di spostarlo.
Ma il ragazzo non si muove di un millimetro. Però mi sembra che stia ancora respirando, il che è positivo. O negativo, dipende dai punti di vista.
“Pete! Pete! Pete!” Lo chiamo più volte muovendolo con più forza e con entrambe le mani. “Maledetto ghiro... Sveglia!”
Il ragazzo apre gli occhi per un secondo, mi guarda. E poi gira la testa dall'altra parte come se niente fosse, rimettendosi a dormire!
Oddio, lo uccido. Legittima difesa, certo perchè io impazzisco, quindi lo uccido... Prevenire è meglio che curare.
“Pete, stai dormendo da non so quante ore!” Dico sedendomi sul letto vicino a lui, e comincio a fargli dondolare la spalla in maniera al quanto fastidiosa, presumo. “Pete!”
A questo punto, Pete infila la testa sotto il cuscino e poi dice qualcosa che ovviamente non riesco a capire.
"Ok, ero venuta a dirti che c'è Julien McFee di là... La modella dei costumi Armani. Ciao!" Dico ad alta voce affinché mi possa sentire, e faccio per alzarmi, se non riesco a svegliarlo neanche con questo trucchetto ci rinuncio, non voglio sbattermi cosi tanto per cenare insieme a lui, figuriamoci Jack sarà sicuramente di compagnia migliore.
"Chi?" dice tirando fuori di colpo la testa da sotto il cuscino e alzandosi quel tanto che basta per poter parlare.
Mi giro di scatto guardandolo in maniera torva. "Lo sapevo che eri un maniaco del cavolo!" Dico tornando a sedermi sul letto, e portando le braccia conserte al petto. "Lo sapevo! Non c'è nessuno, ma era l'unico modo per farti svegliare!" Brontolo sistemandomi più comodamente sul letto matrimoniale del ragazzo, incrociando le gambe e fissandolo dritto negli occhi nella semi oscurità della camera.
"Perfida..." sibila ritornando ad appoggiare la testa sul cuscino "sei perfida, ecco cosa sei..."
"E te sei un ghiro! Pete dormi non sò da quante ore!" Esclamo facendogli la linguaccia, tanto neanche mi guarda, il maledetto. "E poi ti ho svegliato perchè non avevo voglia di cenare da sola, su dai! Ceniamo insieme! Ho ordinato Cinese, Messicano, e una Pizza Maxi!"
"Ma mi sono appena svegliato.. Anzi, mi hai appena svegliato..." sottolinea "non ho mica fame..."
Mi piego in avanti, faccio qualche passo a carponi vicino a lui, e mi stendo a coltello proprio vicino a lui, e con un dito percorro il suo braccio avanti e indietro. "E vorresti dire che non mi faresti compagnia? Mi lasceresti cenare da sola?" Dico con voce malinconica, ecco se non funziona neanche questo il mio destino è di cenare sola con Jack. Ma pare possibile che devo raccattare la compagnia di uno come Pete? Tanto caruccio per carità.. Ma ha la sensibilità di una ruspa. Che aspetta che gli dica che voglio un po' di compagnia? Ma se lo scorda!
"No, no... Aspetta un attimo!" esclama spostando il braccio. "Sei perfida e sleale! Così non vale!"
"Dici?" Mi sporgo in avanti, praticamente mi spalmo sopra il ragazzo per poter accendere la luce all'interruttore  alle sue spalle. E subito dopo torno a sdraiarmi di fianco a lui. "Dici davvero? Quindi mi lasci andare di là... Tutta sola? Non c'è neanche Jane..."
Pete deglutisce, poi sospira.
"Ok" dice, mettendosi a sedere sul letto "Ok... Però ribadisco che non è per niente giusto... Io non vengo a svegliarti quando sono in casa da solo..." farfuglia contrariato.
Con un gesto torno a sedere sul letto sorridente, lo sapevo che non avrebbe retto, infondo sono meschina lo so, però sono stanca di cenare da sola, ero sempre in compagnia quando abitato in un cavolo di albergo in giro per il mondo, e ora sembra che ho due coinquilini fantasmi. "Ah! Grazie! Dai facciamo cosi, puoi entrare una volta a svegliarmi... Una sola!"
"Davvero?? Guarda che ormai l'hai detto..." dice alzandosi dal letto e prendendo un paio di jeans che sono buttati sul pavimento, per poi infilarseli.
"Grazia divina!" Esclamo notando i boxer neri. "Se portavi i Boxer bianchi ti toglievo il saluto!" Dico stiracchiandomi le braccia, e continuando a fissare Pete mentre si veste.
"Ah guardi anche, eh? Allora dillo che era tutta una scusa..."
"Occhio clinico, non farti illusioni" Ribatto pacatamente, certo tutta una scusa per cosa? Per finire assieme a lui? Solo quando gelerà l'inferno. "E poi tu guardi sempre! Una volta ogni tanto guardo anche io!"
"Non è vero che guardo sempre! Solo quando giri per casa mezza nuda.." ribatte, "E poi se non vuoi essere guardata, copriti!" conclude, lanciandomi un'occhiata di sfida.
"E chi lo dice che non voglio essere guardata? Se non volevo essere guardata credo proprio che avrei dovuto cambiare carriera" Mi alzo lentamente e mi stiro le pieghe della gonna scozzese che indosso. "Andiamo che tra un po' arriva la roba da mangiare..." Gli do una pacca sul sedere scherzosamente e m'incammino verso la porta.
"Va be', per questa volta passi...tanto una notte di queste ti vengo a svegliare..." risponde tranquillo, mentre mi segue lungo il corridoio.
"Ma io ti h svegliato per un motivo!" Dico sedendomi sul divano con le gambe incrociate e i gomiti appoggiati sulle ginocchia. "Comunque, fatti venire fame! Che mica me la mangio da sola tutta la roba che ho ordinato, ma sopratutto, hai pranzato?"
"Non mi ricordo di averlo fatto...dormivo a quell'ora, credo..." dice pensieroso, mentre va in cucina per tornare poco dopo con una lattina di seven up. "Vuoi qualcosa da bere?" mi chiede poi.
"Ah no, grazie! Ho ordinato anche la birra, è finita ieri sera, credo che se la sia finita l'amico tuo..."
"Johnny?" chiede sedendosi sul divano, per poi allungare i piedi sul tavolino davanti a lui.
"Si.. Lui!" Annuisco "Si è finita anche la mia Corona, birra notoriamente quasi, più femminile" Lo guardo con la coda dell'occhio, per poi alzarmi ad aprire la porta.
"Ciao Jim!" Esclamo sorridente.
"Devi smettere di ordinare la birra. Non sarò mica più tuo complice!" Borbotta l'uomo porgendomi le buste, e il cartone della pizza.
"Quanto ti devo?" Chiedo afferrando tutto e posandolo a terra per prendere il portafoglio dalla borsetta dietro l'appicca panni.
"38 e 50"
"Tieni!" Dico dandoglieli contati, mi saluta e richiudo la porta alle mie spalle. "Fame!" Esclamo raggiungendo Pete di nuovo, e posando tutto sul tavolino.
"Ma come fai a mangiare così tanto ed essere così?" mi chiede stupito, guardandomi mentre apro le confezioni portate da Jim.
"Fortuna credo, e sinceramente ringrazio Dio! perchè io di certo non mi ci vedo a fare diete da morta di fame, se mi tocchi il McDonald, muoio!" esclamo porgendogli la sua parte di cena, credo di averci azzeccato con i gusti, mi sono ricordata le ultime volte che abbiamo preso la roba al take away. "E poi vuoi mettere la libertà di farti fuori una vaschetta di gelato mentre guardi la tv?" Aggiungo addentando un pezzo di tortillas.
"Abbiamo il gelato, vero?" mi chiede preoccupato "Se no poi come facciamo? E poi a guardare tutte queste cose mi è venuta fame..."
"Si è nascosto sotto le verdure grigliate congelate! Cosi le cavallette che sono state qui ieri sera non l'hanno potuto trovare! nessuno esplora sotto le verdure congelate!" Dico annuendo stappando la bottiglia di corona davanti a me. "Mangia, che abbiamo roba per un esercito!"
"Ottima mossa!" esclama, ingurgitando un pezzo di pizza.

[02 Gennaio 2008]

“Indovina un po’ chi ha vinto?” Pete entra praticamente in casa urlando come un matto. Spengo la tv voltandomi lentamente verso il mio coinquilino, che lancia il giacchetto sulla poltrona e si siede vicino a me.
“Chi ha vinto cosa?” chiedo non riuscendo a capire bene a cosa si riferisce Pete.
“La scommessa Mia Coinquilina preferita…” sussurra quasi passandomi un braccio intorno alle spalle, e attirandomi a se. La scommessa, quale scommessa? Oh cavolo… Mi volto di scatto, fissandolo allarmata. Lui si apre in un sorriso compiaciuto, potrei definirlo quasi un ghigno malefico.
“Non ci credo…” scuoto la testa continuando a tenere gli occhi fissi sui suoi.
“E invece credici! Stasera usciamo a prenderci una pizza!” gongola lui abbracciandomi, e dopo avermi stampato in testa un bacio si alza. “E questo vuol dire che…”
“Che non c’è nessun accordo scritto!” mi alzo in piedi di scatto, ma lui scuotendo la testa mi ritira giu.
“No, figurati, la prossima settimana sarai ai miei ordini” mi dice tutto allegro.
Si dice che quando stai per morire tutta la tua vita ti scorra davanti agli occhi, e perché io non vedo niente? Ero sicura di vincerla quella scommessa, Amber aveva promesso di non cedere, quella maledetta…
“So cosa stai pensando, e non è stata Amber a darmi il numero!”
“Cosa?” chiedo confusa, se non è stata Amber chi diavolo è stato?
“L’ho chiesto a Sebastian, è passato oggi in caffetteria, perché la sua solita era chiusa, e ci siamo fermati a fare quattro chiacchiere…”
Miseria ladra! E chi ci andava a pensare che quello sfollato andasse proprio alla caffetteria? Ma ti pare? Mi sono fatta fregare da Pete!
“Non è valido…” borbotto incrociando le braccia al petto.
“E si che è valido, che non sai perdere Mel?”
“Ok, la settimana prossima farò tutto quello che vuoi, ma niente favori sessuali, ok?” e lo dico talmente seria e categoria, che mi rendo conto solo successivamente del significato della frase; vedo Pete che praticamente si sta soffocando con l’aria che respira.
“Ma figurati” borbotta tra un colpo di tosse e l’altro. “Ora vado a prepararmi, stasera esco con una modella”
“Capirai che roba!” commento io scrollando le spalle ed entrando in camera mia chiudo la porta.
Sospiro accendendo lo stereo, devo trovare un modo per vendicarmi con Sebastian. Assolutamente.

Sospirato da: Appartamento7D
In: coinquilini, sventure

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Arrivo a 'Casa'...

Date:sabato, 24 novembre 2007
Time:09:45

“Tu ti fidi di quella ragazza?” Chiedo ad Amber, scendendo dalla macchina, e infilando le chiavi nella mia borsetta.
“Chi Amanda?” Chiede con un sorriso “Certo, è una grande amica” Aggiunge stupendomi, non poco. L’anno scorso ho lasciato Crudelya Demon e ora mi ritrovo la gentilezza di Alice nel Paese delle Meraviglie.
“Mhm” Sarà sospiro salendo la scalinata che porta all’ingresso del Wayland. Un complesso residenziale molto bello, mi ha spedito le foto Amber qualche mese fa, quando si è trasferita. Dice che c’è un appartamento che si è appena liberato, e sarebbe magnifico riuscire a prenderlo. Sarei due passi dal lavoro e a qualche piano di distanza da Amber.
“Ciao Jim” Amber saluta il portinaio, che con un semi-inchino e un sorriso ricambia. “È arrivata la tizia dell’Agenzia per il 7d?” Chiede appoggiandosi con i gomiti al bancone.
“Si già ci sono un paio di persone a visitarla” Risponde pacatamente, non faccio in tempo a dire niente che vengo trascinata da Amber fin dentro l’ascensore.
“Hey ma che ti sei fumata?!” Chiedo accigliata.
“Ma non lo capisci? Dobbiamo riuscire a bloccare la vendita dell’appartamento!” Esclama esagitata, passandosi una mano nervosamente tra i capelli.
“Si beh calmati, o ti verranno le rughe!” Scherzo su, scoppiamo a ridere ma non appena si aprono le porte dell’ascensore rivengo trascinata fino all’ingresso dell’appartamento.
“C’è nessuno?” Dice entrando, tenendo ancora il mio polso ben stretto.
“Amber o mi lascia andare o ti mozzo la mano” Dico poco finemente, leggermente stanca di quest’assurdità.
“Amber?” Una voce squillante ci accoglie.
“Amanda?” Chiede l’amica mia.
“Che ci fai qui te?” Chiedono all’unisono stupite, basta che esca un cameraman da dietro il ripostiglio, e Opra che ci urla ‘Sorpresa’.
“Sono venuta a far vedere l’appartamento a Mel” E m’indica come se fossi un pupazzetto inanimato.
“Io a Pete e Jane, ricordi?” Chiede girandosi a indicare due ragazzi che stanno osservando la cucina. “Quelli della caffetteria!” sorride tranquilla.
“Si mi ricordo” Sospira. “Sono interessati a prenderlo?” Chiede senza lasciarmi il tempo di parlare, neanche di presentarmi.
“Credo di si, Pete ne è rimasto colpito, e Jane sa che 4 piani più si abita Ian!” Scuote la testa alzando gli occhi al cielo.
“Ah ecco” Scrolla le spalle abbattuta, e inizia a confabulare con Amanda, io decido di fare un giro per l’appartamento, non è male è ammobiliato anche, e con gusto almeno. Mi fermo ad assordare le stanze, due sono comunicanti tramite bagno e balcone, un’altra la più grande avrebbe una specie di bagno personale.
“Melanie!” Sento Amber che mi chiama a gran voce.
Non rispondo, non sono cosi incivile di urlare da stanza a stanza. Non appena entro in salotto vengo trascinata dalla mia quasi non più amica, fino al divano.
“Ti devo presentare Amanda, e i tuoi nuovi coinquilini!” Esclama solare.
Amanda: ok.
Miei nuovi coinquilini: cosa?
Magari ho capito male, oh si! Ora sbuca quel cretino di Aston Chutcher e dice che è tutto uno scherzo.
“Amanda lei è Melanie” Dice Amber, e io come un’ automa le stringo la mano sorridente.
“Loro sono Peter, Pete per gli amici e Jane!” Mi volto anche verso di loro e stringo la mano, prima alla ragazza e poi al ragazzo, che indugia più a lungo nella stretta. Alzo lo sguardo e lo vedo che mi fissa, oddio avrò fatto qualcosa di sbagliato?
“Sei Melanie Caine?” Chiede incredulo sgranando gli occhi.
Ah ho capito. Un fan? Ammiratore? Insomma qualcuno che sicuramente mi conosce. Sono anni e anni che faccio questo lavoro, e ancora a questa mia semi popolarità non riesco ad abituarmi.
“Si sono io” Sfoggio il mio miglior sorriso: cosi mi hanno insegnato.
Mai prendere a calci gli ammiratori. Dicono che rovina l’immagine.
“È un piacere conoscerti!” Dice sorridendomi in maniera un po’ troppo melensa per i miei gusti.
“Si beh, dai, avrete tempo per conoscervi!” C’interrompe Amber. “Allora che ne dici?” Si rivolge a me con cipiglio severo. Come se questa situazione dipendesse da me.
“Che ne dico di cosa?” Ribatto leggermente acida, catalizzando la mia ira crescente in quell’essere biondo davanti a me.
“Potreste affittarlo in tre, siete tutti interessati, e cosi potrete dividere le spese!” Esclama solare.
“Esatto mi sembra un giusto compromesso” Aggiunge Amanda prendendo a braccetto Amber. Le osservo a lungo: entrambe con il viso d’Angelo e un sorriso innocente. Dovrei denunciarle per associazione a delinquere.
“E sia, ma io voglio la prima stanza sulla destra” Sospiro scuotendo al testa.
Ma chi me lo ha fatto fare? Perché riesco a farmi coinvolgere in ogni follia di Amber? Ah già. La mia migliore amica di sempre. Che sfiga. Speriamo almeno che siano normali questi due qui. Cioè lei non mi crea preoccupazioni, ma lui un po’ si.
“Benissimo ragazzi, se firmate il contratto posso consegnarvi le chiavi” Dice la donna dell’agenzia.
Firmiamo e ci lascia le tre copie di chiavi. Fantastico, sono uscita con Amber per cominciare a cercare casa, e mi ritrovo in un appartamento ammobiliato e con due coinquilini.
Cosa potrei voler di meglio?
Tornare a Balhi. Spiaggia bianca e mare. Caldo e relax, il lavoro migliore della mia vita. Un servizio fotografico per una casa di moda locale, un anno di vacanza pagata praticamente.

“Oddio non ci credo!” Esclama la moretta dallo strano taglio di capelli. “Pete l’abbiamo preso!” Lo abbraccia felice, e lui ricambia facendole fare un giro su se stessa.
Amber e Amanda stanno già riorganizzando l’appartamento presumo, girano per le stanze parlando fittamente. E io? Mi sento leggermente un pesce fuor d’acqua.
Riconosco: sono gelosa. Del legame che sembra esserci tra Amber e Amanda, ma che potevo aspettarmi? Sono stata via un anno intero, telefonate visite di un giorno e e-mail. E poi non lo so, sono tre anni che abito da sola…
“Mel” Jane si avvicina sorridente. “Che ne dici se sta sera ceniamo tutti insieme?” Chiede cordiale.
“E magari cosi in settimana ci trasferiamo” Aggiunge Peter fissandomi a lungo.
“Ragazzi mi spiace ma sta sera ho già un impegno, perché non facciamo mercoledì? Magari ceniamo qui tutti insieme” Propongo tentando si mostrarmi cordiale e disponibile.
“Per me va benissimo, se ce la facciamo, possiamo già trasferirci no?” Chiede la moretta, osservando l’amico. Credo che abbia una discreta voglia di trasferirsi. Almeno mi dà questa impressione.
“Ok, allora a mercoledì” Sospiro. “Amber ti aspetto in macchina, Sebastian ci aspetta al Royal”
“Ok saluto gli altri e scendo” Sento che mi dice non appena esco dalla porta.
Entro nell’ascensore, grazie a dio è vuoto. Percorro i sette piani con la mente piena di pensieri.
Il portiere non c’è, mi siedo sui divanetti all’ingresso.
“Eccomi” Sorride sedendosi di fronte a me. “Aspettiamo Chris e possiamo andare” Aggiunge stiracchiandosi le gambe.
“Finalmente conosco questo fidanzato” Dico rincuorata dalla notizia, sono sei mesi che mi parla di questo ‘Chris’. Voglio vedere se è cosi perfetto come dice.
“Oh vedrai, ma mi raccomando…” Ah ora si che riconosco la mia Amber, quella pericolosa che vorrebbe ucciderti solo se intralci la sua strada, e quello sguardo minaccioso ammetto che mi era mancato.
“Figurati, capirai che m’interessa” Scuoto la testa alzando gli occhi al cielo. “Basta che non sei diventata paranoica, perché già la tua trasformazione mi preoccupa!” Aggiungo in un soffio.
“Si credo che ti devo aggiornare in molte cose” Mi dice con aria colpevole.
“Eccomi” Una voce maschile ci fa voltare, e vedo il volto di Amber illuminarsi letteralmente, si alza e gli salta al collo abbracciandolo, lui fa un passo indietro per bilanciare il peso e la tiene stretta a se.
“Finalmente ti conosco Chris!” Esordisco porgendogli la mano aperta, lui la stringe e sorridere.
“Te devi essere Mel, vero?” Chiede passando un braccio intorno alle spalle dell’amica mia.
“Si sono io, piacere” Lo osservo, oggettivamente è un bel ragazzo, sfidavo io Amber a sceglierne uno brutto.
“Allora dove si va a cena?” Chiede osservandoci.
“Al Royal con gli altri” Risponde Amber. “E prima che tu dica qualsiasi cosa, è la cena di bentornata per Melanie, quindi non borbottare come il tuo solito!” Lo rimprovera con finto cipiglio severo.
“Problemi con Mikael vero?” Domando osservando il biondino.
“Si, un po’, diciamo incomprensioni” Risponde lui grattandosi la testa.
“Tranquillo, neanche se fossi il papa gli andresti completamente a genio, Amber è la sua prediletta” Cerco di consolarlo.
“Oh beh, devo dire che ha anche il terrore di Icy, che nonostante siano sei mesi che lo conosce, ancora lo guarda male” Mi spiffera Amber facendomi ridere.
Una piccola consolazione c’è: non tutto è cambiato. Almeno questo.

*

“Amber, Melanie ciao” Jane ci accoglie con un sorriso caloroso.
“Ciao Jane” Dico subito dopo il saluto di Amber.
“L’ho portata a fare un giretto per il quartiere” Dice Amber sedendosi sullo sgabello li al bancone.
“Ah si ora ti sai orientare?” Chiede divertito Pete, apparso da non so dove.
“Ah ah ah..” Ride seccata l’amica mia. “Ora per quanto mi prenderete in giro?” Chiede tamburellando le dita nervosamente sul bancone.
“Per tutta la vita!” Risponde come se fosse ovvio Pete.
“Ma per quella storia di Halloween?” Chiedo intromettendomi, mascherando a stento un sorriso.
“Ah non ti ci mettere anche te!” Mi punta il dito contro con fare minaccioso.
“Che volete ragazze?” Ci chiede il ragazzo.
“Due cioccolate calde” Rispondo sorridendogli, lui si gira di scatto e fa rovesciare un intero vassoio di brioche.
“Oddio” Dice osservando il cimitero di cornetti mutilati a terra. “Se lo vede Sally mi uccide!” Esclama imbarazzato piegandosi a raccogliere le ‘prove’.
Trattengo una risata, quando con la coda dell’occhio noto una piccola scimmia osservarmi a lungo.
Mi giro per poterla osservare meglio ma è scomparsa. Sicuramente è stato uno scherzo della mia mente, uno strano gioco di ombre.
“Senti Mel ti va bene se al ritorno prendiamo cinese per cena? E domani andiamo a fare spese tutti insieme?” Mi chiede Jane.
“Oh si va benissimo” Annuisco prendendo in mano la tazza che ci ha portato Pete.
La osservo a lungo, e ne bevo un sorso sento che è Caffé, sto per dire a Pete di cambiare ordinazione, ma Amber mi blocca.
“Non avrai mai ciò che vuoi, fidati, bevi e reputati fortunata” Mi spiega sorridendo.

“Finalmente a casa” Dico entrando con l’ultimo scatolone in mano. Non c’è nessuno i ragazzi devono ancora arrivare, mi hanno detto che staccano dalla caffetteria alle sei. Sono le cinque, ho ancora un oretta tutta per me.
Mi fermo sullo stipite della porta di camera mia, faccio un lungo respiro ed entro. Accendo lo stereo, senza esagerare con il volume.
Ci sono quattro scatoloni, e tre contenitori per i miei vestiti, non ho moltissima roba, pensavo peggio. Mi metto a sistemare la camera, e mi rendo conto che è comunque abbastanza spaziosa, e lo spettacolo del Central Park che ho dal balcone mi rilassa.
“Pronto” Rispondo al cellulare.
“Mel, disturbo?”
“Che ti costa fare quattro piani in ascensore?”
“Oh smettila”
“Comunque non disturbi”
“Volevo controllare come stavi”
“Sei normale?” Chiedo allucinata.
“Perché?”
“Amber mi ha lasciato venti minuti fa davanti alla porta…”
“Si ma che c’entra?”
“Amber come vuoi che stia? Sto bene!”
“Ok, mi raccomando più tardi chiamami”
“Si mamma” Chiudo il telefono scuotendo la testa rassegnata.
Non faccio a tempo neanche di risedermi che sento Jane e Pete rientrare.
“Siamo a casa” Sento dire a lui, vado in salotto e li saluto sorridente.
“Abbiamo preso di tutto un po’, credo quasi tutto il menu” Mi spiega Jane cominciando a tirare fuori tutti i pacchetti.
“Oh bene, ho proprio fame” Esclamo dandole una mano, ma quando sposto un sacchetto si muove. Mi allontano di un passo, e trattengo un urlo per lo spavento.
“Avanti Jack, esci!” Dice Pete sbuffando. “Smettila di fare il timido e saluta Mel”
In quel preciso momento sbuca fuori dal sacchetto di carta un musino piccolo, con due profondi occhi neri. Con un salto esce fuori proprio tutta la scimmia. Arretro ancora di un passo, apro la bocca per poter dire qualcosa, ma non ne esce nessun suono.
“Melanie ti presento la mia scimmia Jack” Dice fiero quello là.
Ora sinceramente non mi sovviene neanche il nome. L’unica cosa che so è: che c’è una scimmia seduta sul mio tavolo da cucina. Una scimmia vera.
“Melanie Amber o Amanda non ti hanno avvertito di Jack, vero?” Chiede Jane leggermente preoccupata. Io scuoto la testa, senza distogliere lo sguardo da quella scimmia. Piccola e adorabile, come quelle dello zoo. Ma c’è una differenza, che questa è libera sul tavolo della mia cucina.
“Non avrai mica paura?” Chiede Pete allarmato, prendendo in braccio quella cosa lì.
“No” Riesco a dire cercando di sorridere.
“Anche perché Jack è innocuo” Aggiunge accarezzandole la testolina, e l’animaletto la inclina e sghignazza. Non so se sghignazza insomma fa quel verso che fanno tutte le scimmie quando sono felici.
“Ok piacere Jack” Dico cercando di riacquistare il mio autocontrollo, ma mentalmente sto pensando solo ad una cosa: uccidere Amber. Sarà la prima cosa che farò domani mattina.
“Vuoi prenderla in braccio?” Mi chiede Pete porgendomela.
“No grazie, magari più avanti” Dico alzando le mani in segno di resa.

*

“Pete!” Lo chiamo dirigendomi in salotto. “Vado a farmi una nuotata, vuoi venire?” Chiedo posando la sacca in mezzo alle gambe, e legandomi i lunghi capelli con una pinza. Vedo il ragazzo guardandosi intorno.
“Dici a me?” Chiede in un soffio.
“Si credo di si, sai alla scimmia non credo che gli interessi…”
“Ok prendo la roba e arrivo” Aspetto meno di cinque minuti ed è pronto con una tracolla.
“Nessuno ci crederà mai!” Esclama entrando nell’ascensore.
“A cosa?” Chiedo stiracchiandomi.
“Che sto per nuotare con Te!” Risponde semplicemente, e guardandomi con gli occhi luccicosi.
“Ah ecco” Rido divertita. “Capirai che fortuna!”
Ci metto cinque minuti a cambiarmi, non appena entro in piscina vedo Pete già dentro l’acqua.
“Com’è?” Chiedo avvicinandomi al bordo.
“Caldissima!” Allungo una mano per sentirla chinandomi in avanti, e vedo Pete che mi ha raggiunta vicino al bordo.
“Ma è gelida!” Protesto frustrata.
“Macchè!” Esclama allungando un braccio verso di me e prima che possa rendermene conto mi tira giu dentro l’acqua.
Non appena torno in superficie mi metto a urlare di tutto contro quel cretino.
“Ma sei scemo?” Dico portandomi i capelli all’indietro. “Si gela!” Esclamo allibita.
“E dai che sarà mai!” Mi da una pacca sulla spalla e mi fa l’occhiolino. Ora glie lo cavo l’occhio.
“Ok, Mister Che sarà mai, cinque vasche intere chi perde cucina la cena!” Propongo seria.
“Te vorresti sfidarmi?” Chiede incredulo.
“Beh si che c’è di male?” Rispondo piccata.
“Se hai tanta voglia di cucinarmi la cena…” Mi dice con fare borioso, ma sta scherzando.
“Al tre… Uno… Due… Tre!”

“Dove hai la pinne e la coda?” Mi chiede il mio coinquilino mentre esco dall’acqua, scrutandomi dalla testa ai piedi.
“Ahahah…” Rido passandomi l’asciugamano sui capelli.
“No dico io, mi hai stracciato!” Esclama come se fosse stata la cosa più assurda del mondo.
“Beh ho un fisico minuto rispetto al tuo, e dieci anni di nuoto hanno fatto il resto!” Ammetto cristallina. Non potevo mentirgli, magari poi mi si riempiva di paranoie!
“Ah ecco… Quindi hai fatto dieci anni di nuoto…” Soppesa attentamente le parole, e per la seconda volta nell’arco della giornata mi coglie impreparata, mi ritrovo in braccio a Pete stile Principessa Sissi.
“No dai…” Non riesco a finire la frase che mi lancia, stile sacco di patate regale dentro la piscina.
“Pete!” Esclamo prendendo fiato appoggiandomi al bordo. “Considerati un uomo morto!” Esclamo raggiungendo la scaletta con due bracciate, ma quando esco dall’acqua noto la porta dello spogliatoio maschile chiudersi.
“Tu sei un ragazzo morto!” Dico entrando nello spogliatoio, essendo sicura di trovarci solo Pete.
“Hey sai dove sei?” Chiede lui per niente infastidito dalla mia presenza.
“Si nell’esatto luogo dove ti ucciderò lentamente!” Soffio io inviperita.
“Ah! Allora ti piaccio!” Esclama felice. E ora con quest’affermazione da dove esce? Lo squadro dalla testa ai piedi, fisicamente non è male, peccato che abbia la testa bacata.
“Eh?” Riesco a controbattere atona.
“Sei nello spogliatoio maschile… Vuoi sedurmi?” Chiede ammiccando.
“Quale parte di: ti voglio uccidere, ti ha fatto capire: voglio sedurti?” Chiedo inarcando il sopracciglio.
“Tu ora mi credi pazzo…” Mi dice chiudendo gli occhi a fessura.
[No come potrei mai? Ma figurati…]
“Ma sappi che cadrai ai miei piedi!” Conclude la frase portandosi una mano al petto, e pronunciandola con aria solenne.
[Neanche se mi facessi lo sgambetto…]

Sospirato da: Appartamento7D
In: amici, coinquilini, sorprese, amber

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* Description *

Questo non è altro che un blog con la funzione di "raccoglitore" di tutti i post di Melanie Caine, un personaggio inventato da Juditta e che agisce nel Gioco Di Blog Ordinary World. Ogni fatto ed avvenimento è di fantasia ed ogni riferimento a fatti o avvenimenti realmente accaduti è casuale. L'aspetto di Melanie è quello di Ashlee Simpson ma a parte l'aspetto il personaggio non ha alcuna attinenza con lei.

*MelanieIs*

Nome: Melanie
Cognome: Caine
Data di Nascita: 14 Febbraio 1988
Luogo di Nascita: Georgia
Descrizione: Ha intrapreso la carriera di modella alla giovane età di sette anni, ora ne ha diciannove, ed è la testimonial di Calvin Klaine, lavora anche per Victoria Secret. Apparentemente sicura di se, Melanie in realtà è una ragazza insicura e piena di complessi. Maschera perfettamente questa mancanza di autostima con un cinismo e un'ironia irriverenti. Ama le cose semplici, non sopporta chi mente; crede nella fedeltà e nell'amore. Ha avuto un paio di storie serie. Finite entrambe per lo stesso motivo: non voleva andare a letto con il ragazzo di turno. Ha molte passioni, la sua più grande è quella del teatro. Non si è mai persa gli spettacoli dei suoi commedianti preferiti. Infatti Melanie ha come sogno nel cassetto quello di diventare un'attrice professionista. Ad Aprile 2008 infatti sosterrà il provino per entrare nell'accademia di recitazione di New York. Ha il terrore dei Clown, infatti non è mai andata al circo. Nuotatrice provetta pratica questo sport da quando aveva sei anni. Adora il mare, infatti un po' rimpiange l'essersi trasferita a New York, perchè a Miami aveva la sua bellissima villa sulla spiaggia, e ogni mattina andava a farsi una nuotata nell'oceano. Riservata e poco socievole, Melanie non riesce mai a lasciarsi andare completamente; deve sempre mantenere il controllo della situazione. Non ha migliori amiche, quella che si avvicina di più a rivestire questo ruolo è Amber.

* More & More *

Ama: Il proprio lavoro. Balhi. Andare al cinema. La Pizza.. Il mare.

Odia: Gli sfigati. Le moto. I film splatter.

Colore Preferito: Viola
Numero Fortunato: 9
Portafortuna: Un tatuaggio sotto l'ombelico sulla destra.
Sogno nel Cassetto: Diventare una famosa Attrice.

* Possiede *

Macchina: Dodge Viper [Foto]
Cellulare: Sidekick T-Mobile [Sheda]

The Caine's Family

Eva è una bellissima donna di origini Brasiliane, ha conosciuto il marito durante un Carnevale a Rio DaJaneiro. Amore a prima vista, sono stati insieme poco meno di due anni, poi hanno deciso di sposarsi. Eve è una madre calorosa e dolcissima, ottima cuoca, ha lavorato in passato come segretaria in uno studio notarile brasiliano, poi si è trasferita a Los Angeles con il marito, e ha dedicato la sua vita alla famiglia, diventando cosi una casalinga perfetta, non ha rimpianti, e va fiera di amare il proprio marito come il primo giorno che si sono incontrati.


Milton è un noto agente televisivo. Simpatico e spigliato è un padre di famiglia poco presente purtroppo, ma quando c'è si nota la differenza. Molto protettivo e geloso nei confronti delle sue figlie, vorrebbe che rimanessero chiuse in casa fino all'età di 30 anni. Purtroppo Melanie non era dello stesso avviso, e da quando aveva 14 anni che gira per il mondo, e lui è sempre in pensiero. Milton non ha mai particolarmente amato la carriera della figlia, conosce quasi alla perfezione l'ambiente e la cosa lo preoccupa più del dovuto. Ma ha fiducia in Mel, e l'ha lasciata libera di decidere, se vivere a New York, da sola.


Sammy è la classica studentessa modello, ha 15 anni. Ama la scienza e il suo sogno è quello di diventare un neurochirurgo. Introversa è il completo opposto di Melanie, ha una pelle chiara e dei profondi occhi blu. Ha un ottimo rapporto con la sorella maggiore, la definisce la sua migliore amica, ha sofferto molto per la decisione di Mel di rimanere a New York, ma Mel gli ha promesso di sentirla almeno una volta al giorno, e fin'ora è sempre stata di parola...


Caesar è il ritratto della serenità. Non parla moltissimo, purtroppo ha riscontrato una piccola malformazione genetica e quindi ha difficoltà a parlare, ma non per questo ha problemi di apprendimento o altro. Solare e sempre sorridente, va in giro per casa insieme al suo unicorno di Peluches, animaletto dal quale non si separa mai.


Linda è un terremoto di bambina ha solo 4 anni è in grado di piegare in ginocchio una tata, due donne delle pulizie e l'inserviente di turno. Ha un'ugola che farebbe invidia ai cantati di musica lirica, e ha intuito che se piange a perdi fiato ottiene più velocemente quello che vuole.
E' intimidita da Mel, perchè non è mai dentro quando è si incontrano Linda si nasconde sempre dietro le gambe dei genitori.

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